“L’architetto involontario”
I piani di Merkel per salvare l’Ue e rivincere le elezioni a Berlino
Tra i numerosi leader nazionali che si riuniscono a New York questa settimana per la sessantasettesima Assemblea generale delle Nazioni Unite non è presente la persona che ha le maggiori possibilità di influenzare le sorti del mondo nei prossimi anni. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, rimane a casa, in parte per affrontare una crisi dell’euro che è già costata innumerevoli miliardi e ha spodestato parecchi leader, da Dublino fino ad Atene. di Matthew Kaminski
17 AGO 20

Berlino. Tra i numerosi leader nazionali che si riuniscono a New York questa settimana per la sessantasettesima Assemblea generale delle Nazioni Unite non è presente la persona che ha le maggiori possibilità di influenzare le sorti del mondo nei prossimi anni. La cancelliera tedesca, Angela Merkel, rimane a casa, in parte per affrontare una crisi dell’euro che è già costata innumerevoli miliardi e ha spodestato parecchi leader, da Dublino fino ad Atene. Nella gran confusione, ha deciso di chiamarsi fuori. Questo “cancelliere di ferro”, al potere dal 2005, si sta preparando al terzo mandato, pur essendo in procinto di varare costosissime operazioni di salvataggio dell’euro alle quali si oppone la maggioranza dei tedeschi. Ha consolidato una supremazia in Europa che le è stata imposta dalle circostanze e che, a quanto pare, ha accettato controvoglia.
La signora Merkel non è un politico con il quale sia facile trattare. Tiene strette le sue carte e trasmette un’immagine di misurata serietà. Il finanziere George Soros e lo staff di Obama la considerano la arcigna mietitrice dell’austerità per il povero popolo greco. Ma è colei che ha approvato i salvataggi dell’euro e la nuova strategia della Banca centrale europea, “pronta a tutto” pur di salvare l’euro. In Germania è aumentato il disagio dell’opinione pubblica per il costo di queste operazioni di salvataggio, in particolare dopo che la Bce ha reso noto un piano per acquistare il debito di governi traballanti e che la Corte costituzionale tedesca ha dato il proprio benestare. L’indice di popolarità della signora Merkel è salito immediatamente al 61 per cento, segno inequivocabile di una formidabile intelligenza politica, di un genio addirittura machiavellico.
Gli economisti del suo staff brontolano dicendo che continui salvataggi non fanno che piantare i semi di futuri problemi ancora più gravi, e i suoi consiglieri politici sono preoccupati da una possibile reazione popolare in Germania. Ciononostante, all’interno dell’Unione europea non vi è il minimo consenso su qualsiasi altro tipo di approccio, né per sovvenzioni tedesche ancor più generose ai paesi in bancarotta del “Club Med”, né tantomeno per un severo taglio degli aiuti, a cominciare dai greci. E non esiste alternativa alla leadership della signora Merkel.
Indispensabile, gli altri non ci sono
La Gran Bretagna ha scelto di rimanere fuori dal caos dell’euro; la Francia è preoccupata dai propri problemi economici. La Merkel è indispensabile per la sua capacità di affrontare la crisi e di gestire le pressioni pubbliche interne. Per i primi 35 anni della sua vita nulla lasciava presagire un simile futuro. Era una professoressa di Fisica nella Germania dell’est comunista, sposata con Joachim Sauer, un rispettato chimico. Trascorre tuttora le vacanze nella sua modesta casa di campagna. Con il suo asciutto umorismo, in privato la signora Merkel si diverte a fare imitazioni dei propri amici, a quanto racconta la sua biografa, Margaret Heckel. In pubblico, come spetta alla figlia di un pastore protestante cresciuta nella Germania settentrionale, è interamente dedita al lavoro, così come i tedeschi vogliono i propri leader.
Dopo la caduta del Muro di Berlino avvenuta nel 1989, Merkel ha iniziato a collaborare con il nuovo Partito democratico. Si fece notare già in quei giorni caotici per le sue capacità manageriali e attirò l’attenzione del cancelliere di allora, Helmut Kohl. I primi anni di Angela Merkel nell’Udc di centrodestra, sostiene Margaret Heckel, furono “orribili”. Curò la leadership del partito.
Gli economisti del suo staff brontolano dicendo che continui salvataggi non fanno che piantare i semi di futuri problemi ancora più gravi, e i suoi consiglieri politici sono preoccupati da una possibile reazione popolare in Germania. Ciononostante, all’interno dell’Unione europea non vi è il minimo consenso su qualsiasi altro tipo di approccio, né per sovvenzioni tedesche ancor più generose ai paesi in bancarotta del “Club Med”, né tantomeno per un severo taglio degli aiuti, a cominciare dai greci. E non esiste alternativa alla leadership della signora Merkel.
Indispensabile, gli altri non ci sono
La Gran Bretagna ha scelto di rimanere fuori dal caos dell’euro; la Francia è preoccupata dai propri problemi economici. La Merkel è indispensabile per la sua capacità di affrontare la crisi e di gestire le pressioni pubbliche interne. Per i primi 35 anni della sua vita nulla lasciava presagire un simile futuro. Era una professoressa di Fisica nella Germania dell’est comunista, sposata con Joachim Sauer, un rispettato chimico. Trascorre tuttora le vacanze nella sua modesta casa di campagna. Con il suo asciutto umorismo, in privato la signora Merkel si diverte a fare imitazioni dei propri amici, a quanto racconta la sua biografa, Margaret Heckel. In pubblico, come spetta alla figlia di un pastore protestante cresciuta nella Germania settentrionale, è interamente dedita al lavoro, così come i tedeschi vogliono i propri leader.
Dopo la caduta del Muro di Berlino avvenuta nel 1989, Merkel ha iniziato a collaborare con il nuovo Partito democratico. Si fece notare già in quei giorni caotici per le sue capacità manageriali e attirò l’attenzione del cancelliere di allora, Helmut Kohl. I primi anni di Angela Merkel nell’Udc di centrodestra, sostiene Margaret Heckel, furono “orribili”. Curò la leadership del partito.
Tuttavia, non bisogna commettere l’errore di pensare che la signora Merkel sia un nuovo Konrad Adenauer o persino un nuovo Helmut Kohl, predecessori postbellici che promossero un grandioso piano per il futuro della Germania. Si adatta alle necessità del momento, seguendo il credo di un altro precedente cancelliere, Helmut Schmidt, il quale una volta disse: “Le persone con una grande visione dovrebbero farsi vedere da un dottore”. Sette anni fa, la signora Merkel è stata eletta per affrontare e risolvere i problemi interni della Germania. Ha alzato l’età di pensionamento a 67 anni, ma ha rinunciato ad altri ambiziosi piani di riforma, come l’imposta ad aliquota fissa, che nei sondaggi non risultava affatto gradita. Quando, tre anni fa, è esploso il debito della Grecia, si è trovata in primo piano soltanto perché la Germania è l’economia più grande e sana del continente. Non avendo un preciso progetto politico e nemmeno una profonda comprensione delle questioni finanziarie, ha chiamato attorno a sé un’ampia cerchia di banchieri ed economisti per delineare la risposta dell’Unione europea. La gente che conosce Merkel sottolinea sempre la sua etica del lavoro, la sua intelligenza e la sua apertura mentale, così come la sua prudenza, la sua riflessività e la sua avversione per la retorica. Ecco cosa dice un consigliere economico tedesco sul metodo Merkel: “Assolutamente modesta. Capace di ascoltare. Inflessibile. Non ha altra missione – a differenza della Thatcher – che quella di fare il cancelliere”.
Il parlamentare Philipp Missfelder, portavoce dell’Udc per le questioni di politica estera, non mette in discussione la mancanza di un’ideologia guida. La signora Merkel ha ignorato gli appelli dell’Amministrazione Obama a “mettere da parte i nostri problemi” e aprire i rubinetti monetari della Bce, sostiene ancora Missfelder. Ma la signora Merkel è ora entrata in collisione con l’ortodossia monetaria tedesca e ha permesso che la Bce possa acquistare quantità illimitate di titoli di stato, a patto che i paesi in questione promettano di risanare i propri governi e la propria economia. I mercati e l’opinione pubblica si sono placati, cosa che certamente favorisce la sua corsa alla rielezione all’apertura della nuova stagione politica della Germania. Mentre i partner della coalizione della Merkel, i cattolici bavaresi e i democratici liberali, si oppongono alle sue politiche sull’euro, la sua posizione di leader dei conservatori non è mai stata così solida. La sua popolarità supera quella della Cdu di oltre venti punti in percentuale. Nessun avversario si profila all’orizzonte.
Se le attuali tendenze permangono, l’elezione del prossimo anno porteranno a una coalizione sinistra-destra tra i social-democratici e la Cdu, con la signora Merkel al timone. Una grande coalizione di questo tipo favorirebbe il percorso verso emendamenti costituzionali per realizzare una più profonda unione bancaria e fiscale dell’Unione europea – per avere “più Europa”, come dice la stessa Merkel. Sono visibili segnali di una visione più ampia.
Margaret Heckel dice che la cancelliera è stata colta da un’“ossessione” per la Cina dopo la sua prima visita in quel paese, nel 2006, che le ha fatto capire come “l’Europa possa sopravvivere in questo nuovo mondo soltanto se rimane unita”. Secondo questo punto di vista, la Germania, troppo piccola per competere da sola contro la Cina e l’America, ha bisogna di stare al centro di un blocco capace di rivitalizzare l’Unione europea imponendo il modello di disciplina economica adottato dalla Germania una decina d’anni fa. Questa è una proposta pratica e politicamente saggia per l’Europa, in perfetto accordo con i principi e gli obiettivi della signora Merkel.
L’involontario architetto di una nuova Unione europea non pronuncerà discorsi appassionanti, non si muoverà avventatamente e non sottovaluterà le implicazioni elettorali delle sue decisioni. I risultati potrebbero non apparire chiari ancora per qualche anno. Sebbene sia stata sottovalutata praticamente per tutto il corso della sua sorprendente carriera, Merkel finora è quasi sempre riuscita a conquistare il primo posto.
Se le attuali tendenze permangono, l’elezione del prossimo anno porteranno a una coalizione sinistra-destra tra i social-democratici e la Cdu, con la signora Merkel al timone. Una grande coalizione di questo tipo favorirebbe il percorso verso emendamenti costituzionali per realizzare una più profonda unione bancaria e fiscale dell’Unione europea – per avere “più Europa”, come dice la stessa Merkel. Sono visibili segnali di una visione più ampia.
Margaret Heckel dice che la cancelliera è stata colta da un’“ossessione” per la Cina dopo la sua prima visita in quel paese, nel 2006, che le ha fatto capire come “l’Europa possa sopravvivere in questo nuovo mondo soltanto se rimane unita”. Secondo questo punto di vista, la Germania, troppo piccola per competere da sola contro la Cina e l’America, ha bisogna di stare al centro di un blocco capace di rivitalizzare l’Unione europea imponendo il modello di disciplina economica adottato dalla Germania una decina d’anni fa. Questa è una proposta pratica e politicamente saggia per l’Europa, in perfetto accordo con i principi e gli obiettivi della signora Merkel.
L’involontario architetto di una nuova Unione europea non pronuncerà discorsi appassionanti, non si muoverà avventatamente e non sottovaluterà le implicazioni elettorali delle sue decisioni. I risultati potrebbero non apparire chiari ancora per qualche anno. Sebbene sia stata sottovalutata praticamente per tutto il corso della sua sorprendente carriera, Merkel finora è quasi sempre riuscita a conquistare il primo posto.
di Matthew Kaminski
(membro del board editoriale del Wall Street Journal, è stato per anni a capo delle pagine op-ed dell’edizione europea del giornale americano, che ha sede a Parigi)
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Copyright Wall Street Journal
per gentile concessione
di MF/Milano Finanza
(traduzione di Aldo Piccato)
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di MF/Milano Finanza
(traduzione di Aldo Piccato)